Tombini intasatiIl nubifragio di fine giugno ha riportato d’attualità la questione della sicurezza ambientale sul nostro territorio. La fragilità della città rispetto eventi idro-meteorologici si è palesata ancora una volta e, a distanza di soli sette mesi dalla alluvione, molti di noi hanno rivissuto l’incubo e il senso di impotenza che trasmette l’acqua quando si impossessa di case, auto e cantine. Per l’ennesima volta abbiamo visto con i nostri occhi intere strade trasformarsi in torrenti nel giro di pochi minuti. Alcune borgate sono state colpite duramente e i danni sono stati purtroppo ingenti, ancora una volta.

Anche per chi non si occupa di queste cose è evidente l’inadeguatezza del sistema fognario cittadino rispetto ai numerosi nuovi nuclei abitativi edificati nel tempo come del resto è altrettanto evidente il fatto che ci troviamo ad affrontare nuove sfide dovute al cambiamento climatico in corso. Ci chiediamo, però per quanto tempo continueremo a parlare di fenomeni meteorologici eccezionali quando, in realtà, avvengono sempre con più frequenza? Per quanto tempo parleremo di “emergenze”? Perché se è vero che abbiamo problemi infrastrutturali come delle fogne sottodimensionate allora viene anche da chiedersi: come hanno fatto a lasciare che si edificasse così tanto? Che città del futuro hanno in mente i nostri amministratori e cosa lasceremo in eredità ai nostri figli?

E ancora ci chiediamo: per quanto tempo andremo avanti con l’attuale piano regolatore approvato nel 2001 e pensato trent’anni fa se l’attuale maggioranza ci mette anni a portare in votazione la delibera di una variante collinare, fatta soprattutto per mettere in sicurezza il territorio, chiusa da mesi in qualche cassetto, per evitare altre guerre interne a questa maggioranza?

E’ evidente che Montagna non ha il coraggio, la visione e la forza di fare una vera pianificazione urbanistica per la Moncalieri del futuro ed il teatrino penoso sul recupero dell’ex area DEA è li a dimostrarlo.

L’origine di tutti i mali – esondazioni comprese – è da imputare al combinato disposto di due elementi: da una parte la cementificazione selvaggia che nel tempo, oltre a rendere insufficiente il sistema fognario, è arrivata a far scomparire intere aree agricole che, in passato, fungevano periodicamente da vasche di laminazione per le esondazioni. Dall’altra parte invece abbiamo l’intensificarsi della potenza delle precipitazioni alternate a lunghe fasi di siccità figlie del repentino cambiamento climatico di questo periodo storico. Più aumenterà la temperatura, più lunghi saranno i periodi di siccità, più violente saranno le precipitazioni e maggiori saranno i danni.

Un amministratore che si definisce tale, nel 2017, dovrebbe essere cosciente del fatto che le attese dei cittadini sono cambiate e avere alcuni obiettivi chiari in mente come per esempio:

– le esigenze del cittadino dovrebbero sempre e concretamente essere al centro della discussione sugli interventi urbanistici (PARTECIPAZIONE ATTIVA DELLA CITTADINANZA);

– gli interessi della collettività dovrebbero sempre prevalere sugli interessi del privato. (STOP A PIASTRE COMMERCIALI ABNORMI);

– qualsiasi tipo d’intervento urbanistico andrebbe pianificato pensando sempre alla visione complessiva della città senza farsi tirare dalla giacchetta da interessi particolari (PIANO ORGANICO);

– il nostro territorio deve essere vissuto da tutti con un bene comune da custodire e difendere. (STOP AL CONSUMO DI SUOLO – SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE);

– favorire interventi di adeguamento d’impianti energetici degli edifici. (EFFICIENTAMENTO ENERGETICO);

– messa in sicurezza del territorio con piani organici e capillari per pulire il letto e le sponde di rii, torrenti e fiumi. Rinforzare le sponde e manutenerle con investimenti annuali certi. (SICUREZZA AMBIENTALE);

– l’accessibilità dei servizi in città deve essere un faro e non riguarda solo i disabili ma anche anziani o genitori con il passeggino. (ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE);

– maggiore impiego di risorse per aumentare le aree pedonali, le zone 30, collegare tutte le piste ciclabili e migliorare il sistema dei trasporti pubblici – possibilmente ecosostenibili – per rendere più sicure e vivibili le nostre città. (MOBILITÀ SOSTENIBILE).

Questa è la nostra visione e queste sono le nostre proposte per l’urbanistica cittadina. Speriamo che chi di dovere prenda qualche spunto per migliorare la città.

A riveder le stelle.

Comunicato Stampa - Pianificazione Urbanisticam5sComunicatiSicurezzaUrbanisticacomunicati,comunicati stampa,comunicato,comunicato stampa,pianificazione,sicurezza,urbanisticaIl nubifragio di fine giugno ha riportato d'attualità la questione della sicurezza ambientale sul nostro territorio. La fragilità della città rispetto eventi idro-meteorologici si è palesata ancora una volta e, a distanza di soli sette mesi dalla alluvione, molti di noi hanno rivissuto l’incubo e il senso di impotenza...#insiemepossiamo